domenica 3 aprile 2016

L' Albero della Pace





"Albero della pace"
Albero della pace e l'artista
Scena del Crimine - Stefano Mariotti
 L'iscrizione sulla targhetta di ottone cita queste sagge parole:

Simbolo vivente del legame tra le necessità per gli uomini di conoscere e rispettare l'ambiente in cui vivono e i valori di giustizia e solidarietà che sono il fondamento della pace. Gennaio 1987

Sono ripassato oggi da questo luogo per onorare con il mio impegno d'artista questo albero ormai morto. L'arte non è soltanto un fatto meramente estetico è anche la rappresentazione plastica del nostro mondo, della nostra filosofia di vita e del pensiero umano. Ecco perché ho dipinto e dipingerò le mie "Scena del crimine". 
Descrivo unicamente quello che vedo e cioè un mondo perfettamente rappresentato da questo antico Cedro del Libano "morto".




mercoledì 19 agosto 2015

No Face Portraits Project


What do you expect from a portrait ?  To understand the person, the soul , the sensibility , the capacity to create! 



Mariotti , when it comes to a portraits, thinks of hands ! You touch in order to understand , you touch in order to love, you touch in order to model , to create , so for him the sensibility and the character of the individuals is hidden in the form of their hands.


Autoritratto psicopatico
 2015  Stefano Mariotti 


In the oriental disciplines , such as Yoga, Reiki etc, the hands are in intimate connection with the heart , so they express it’s needs and feelings  and in that sense they reveal the the most profound part of a human being, not yet modeled by the intellect and society’s rules.
                       




No face portraits project - Stefano Mariotti 2015










His future project ' No Face Portraits' is based on asking ,those who are interested to participate, a sketch of their hand and use it as a base in order to paint their portrait !

Sound very interesting and stimulating ! Can’t  wait to see the results!

If you wish to participate to this project, contact Stefano on his facebook page   or sent him an email to : smariottiart@gmail.com.
He will be glad to receive your sketch but also questions or any comment you wish to make!


R.P.

domenica 16 agosto 2015

AntiPop 2015 - Lo spazio definisce l'individuo


Nella serie AntiPoP , Mariotti si occupa del genere umano, della direzione di vità che sta seguendo e della mancanza di scelta dell' individuo, ormai totalmente condizionato e manovrabile.



  ' la personalità di ciascun individuo svanisce e si forma una "anima collettiva", dove certe idee, certi sentimenti nascono e si trasformano in atti solo in essa. Le folle vengono definite "poco inclini al ragionamento ma adattissime all’azione", perché spinte essenzialmente dall’istinto, da "moti casuali dell’eccitazione", da fenomeni inconsci difficili da scoprire, come sostiene  Gustave Le Bon (1841-1931) nel suo scritto "La psicologia delle folle".

   In questo  ultimo AntiPop, tramite  forme geometriche intense e minuziosamente calibrate,  ci invita a pensare  all' individuo e come lo spazio, inteso come nucleo famigliare, società, lavoro,  segna intorno a lui i confini precisi, entro i quali prende la sua forma intellettuale. 
Ci invita a farsi delle domande del tipo :

Siamo esseri autonomi oppure solo copie di mille riassunti ? 

La nostra immaginazione riesce ad essere incondizionata ? 

Abbiamo ancora la genialità di creare meraviglie?

...speriamo di Sì !   R.P.


mercoledì 13 maggio 2015

NATURAGONIA - Stefano Mariotti 2015. Io vorrei che gli occhi delle generazioni future potessero vedere la meraviglia che hanno visto i miei…

È con un certo orgoglio che vi presento la mia ultima fatica, perché disegnare un foglio di queste dimensioni ( 72cm x 102 cm ) con due pennarelli a punta fine e un pennino rosso della ditta Moltov è sicuramente sia una sfida che una fatica.Questo lavoro, dal titolo apocalittico “Naturagonia”, è il primo di un’ideale serie che unisce le “Scena del crimine” con gli “Antipop” ed è per questo che nei giorni passati ho riproposto sulla mia pagina Facebook quasi tutti i lavori che compongono le due serie e anche questa, come le altre due, sarà di condanna.


NATURAGONIA - 72cm x 102cm pennarello su carta
Nelle “Scena del crimine” ho trattato e descritto la morte sia come un atto violento sull ’essere umano, che sulla natura. Spero che i miei “morti ammazzati” , descritti come una vera e propria scena del crimine da film, facciano riflettere sul significato della violenza che ormai, grazie ai media, entra nelle nostre case quotidianamente, rendendoci tutti anestetizzati, mentre i grossi alberi, lavorati con pigmenti monocromi e sabbie mescolate, che sono privi di foglie e con le radici staccate dal tronco, ci suggeriscono un altro dilemma: che vogliamo fare della Natura? 
Io vorrei che gli occhi delle generazioni future potessero vedere la meraviglia che hanno visto i miei… e anche che quasi tutti, o meglio tutti, la pensassero come me su quest’argomento e lavorassero per lasciare al nostro futuro ( i bambini ) una Terra giusta, meravigliosa e unica.
È per questa ragione che io dipingo anche lavori che nulla hanno a che vedere con l’estetica, ma che vorrei fossero di forte impatto psicologico.
Talvolta, quando riguardo la mie “Scena del crimine”, mi vengono in mente quelle foto di Hiroshima e Nagasaki, dopo lo scoppio delle due bombe nucleari, con le ombre dei morti vaporizzati sui muri e allora capisco che devo continuare a dipingere questi alberi/concetto che sembrano più freddi se paragonati alle mie tessiture, ma che io reputo più importanti, anche al quadro più sognate di tutta la mia produzione artistica.


Stefano Mariotti lavorando sul Naturagonia , nella sua casa a Firenze

Con gli Antipop invece ho voluto descrivere la nostra società: una società omologata. Chine nere ricche di materia e tempera ci presentano una folla umana che va verso un punto all’infinito ( dove in realtà non c’è niente ), fantasmi bianchi uno sopra l’altro raggiungono un futuro spersonalizzato e spersonalizzante, perdendosi in assolute acque nere.
Ecco quindi che l’evoluzione del mio pensiero artistico mi ha portato a Naturagonia che è soltanto il primo perché altri ne realizzerò in futuro…  Stefano Mariotti

martedì 24 marzo 2015

Da Michelangelo ad Antonio Berti - Percorsi incrociati - a cura di Francesca Roberti

In un paio di occasioni mi è stato chiesto di fare delle installazioni, io però sono un pittore. Francesca Roberti, ottima curatrice fiorentina, ha però insistito per avermi con Lei in due progetti che prevedevano dei lavori che non si riducessero alla semplice tela ma fossero di più ampio respiro e siccome mette una passione pari alla mia nel suo lavoro organizzativo e di cura dell’artista, come potevo io dirle di no??? 





Forse quello che ho fatto non è stata una vera e propria installazione, perché mi sono limitato ad accumulare i miei lavori per rispondere ai temi che via via mi si chiedeva di trattare, però questo è quello che ho pensato e fatto.






Con: Fabio Anfossi, Francesco Battaglini, Miriam Cappelletti, Franco Berretti, Maddalena Barletta, Fabio Inverni, Marco Orcucci e Paolo Staccioli






Un ringraziamento particolare a Francesca Roberti ( perchè ancora ci crede ), a Gianpaolo Trotta che stimo come uomo e studioso, a Lorenzo Zanbini e al Presidente di Art Art Joele Risaliti per il loro sostegno all'arte. Infine ultimo ma non ultimo alla Ditta Becagli con la sua insuperabile cioccolata.

mercoledì 18 marzo 2015

AAF - Affordable Art Fair Milano 2015


AAF - Affordable Art Fair Milano 2015, nello stand B4 della galleria di Ferrara, Lo Spazio d' Arte Altrove troverete i miei lavori che fanno parte di un’interessante selezione di artisti contemporanei.


Sede dell’evento sarà Superstudio Più, che ospiterà un totale di 95 gallerie internazionali, nuove sezioni speciali, attività didattiche per adulti e bambini e laboratori

Le precedenti quattro edizioni, tutte con un ottimo riscontro, hanno coinvolto, in totale, oltre 250 gallerie e 47.000 visitatori. Vi saranno rappresentate opere di pittura, fotografia, scultura, stampa e disegni, pezzi unici o a tiratura limitata, di artisti emergenti o già affermati. Molti i giovani artisti che in seguito alla partecipazione all’AAF si sono affermati nel circuito artistico.

giovedì 12 marzo 2015

Il 12 marzo del 1915 nasceva Alberto Burri

Il 12 marzo del 1915 nasceva Alberto Burri... e sono passati 100 anni. Ho letto molti articoli per la commemorazione del centenario del Maestro, quasi tutti o didascalici oppure polemici, non nei confronti di Burri stesso ( naturalmente oggi lo si esalta e basta ma ai suoi tempi era considerato un eccessivo... Palma Bucarelli docet... ), ma per l'attuale situazione politico/artistica in Italia. Francamente mi sono annoiato moltissimo.

http://www.fondazioneburri.org
   Io invece voglio ricordare il Maestro così... in maniera semplice... che sia il suo lavoro a parlare, i sacchi, i ferri, i cretti, il cellotex e tutto quello che lui poteva toccare e trasformare in arte vera. Alberto Burri non era un artista che faceva arredamento, era un creativo puro ed è stato uno dei miei maestri, non perchè lo abbia conosciuto e frequentato di persona, ma perchè l'ho amato e lo amo con tutta la mia sensibilità.

martedì 10 marzo 2015

..i miei lavori sono tridimensionali

...i miei lavori sono tridimensionali.... materia, chiodi e fili che giocano con la luce creando un tutt'uno con le ombre... domenica scorsa ho anche fatto delle belle foto ( rarissimo ) e ve le propongo perché merita.
In questo dipinto, il primo di un trittico che mi è stato commissionato da un critico per un progetto che spero vada avanti, la materia grossa che sostituisce la sabbia è il caffè e s'intitola: Accesso... di caffè e pigmento rosso/arancio

martedì 3 marzo 2015

"Da Michelangelo ad Antonio Berti , Percorsi Incrociati" 20 Marzo - 4 Aprile 2015

Presentazione‭ ‬critica‭ ‬dell‭’‬ istallazione‭ ‬di Stefano Mariotti intitolata:‭  ‬Sulla Spiritualità, nell' ambito della mostra       ' Da Michelangelo ad Antonio Berti , Percorsi Incrociati '
presso l' Associazione  Antonio Berti , Via Bernini 57, Sesto Fiorentino, 
a cura di Francesca Roberti.

Difficile,‭ ‬addirittura impossibile,‭ ‬rapportarsi in termini contemporanei‭ ‬all‭’‬opera di‭ ‬Antonio Berti figuriamoci a quella‭ di ‬Michelangelo Buonarroti.‭

L‭’‬istallazione di Stefano Mariotti‭ ‬non vuole‭ ‬perciò‭ ‬omaggiare l‭’‬arte di questi due grandi maestri‭ ‬passati‭ ‬ma analizzare,‭ ‬attraverso la mutazione del bianco verso il nero e viceversa,‭ ‬quel sentimento di‭ ‬spiritualità che ha mosso sia il pensiero artistico di Michelangelo che‭ ‬quello‭ ‬di Berti.

'Sulla Spiritualità' Stefano Mariotti, Installazione '15
Le cinque tele che ci sono presentate‭ ( ‬tre‭ ‬80x80‭ ‬e due‭ ‬100x120‭ ‬),‭ ‬intendono accompagnare lo spettatore in viaggio all‭’‬interno del nostro stesso‭ ‬“io‭”‬ più profondo,‭ ‬facendolo perdere dentro monocromi e bicromi solo apparentemente cinetici dove il bianco si presenta ora nella sua purezza più evidente fino a declinare nel nero materico più assoluto.

Con le sue‭ ‬“tessiture‭”‬ dialoga con la materia‭ ‬sia essa terra che fili di cotone,‭ ‬come uno scultore con il marmo e il bronzo,‭ ‬rimanendo‭ ‬però‭ ‬sempre e comunque un convinto pittore contemporaneo.

La spiritualità di Mariotti è profondamente laica,‭ ‬quella di Michelangelo e di Berti fortemente cattolica,‭ ‬ma con questa istallazione si perdono i confini fra ciò che è‭ ‬libero nel pensiero e un‭’‬idea più austera della religiosità.

sabato 21 febbraio 2015

Chi deturpa ha tutto il mio disprezzo

fotografia della Barcaccia del Bernini prima dello scempio
Sono abituato a camminare e ad osservare. Vivo a Firenze e cammino ed osservo la mia città da sempre come fosse la prima volta che la vedo. Se mi trovo in una periferia, guardo, osservo, studio anche la bruttura, l'urbanistica degradata, la posizione della sporcizia, le scritte sui muri.Prima di essere un artista sono un osservatore e le azioni che porto sulla tela sono il frutto di tutto quello che vedo.
  Amo profondamente l'arte e la rispetto ecco perchè ho scelto una fotografia della Barcaccia del Bernini prima dello scempio. Sono deluso da un certo genere umano, da coloro che vivono per dei falsi valori che neanche comprendo.
  Mancanza d'educazione?
  Incapacità d'osservare e di discernere?
  Tessuto sociale che crea "mostri" invece che esseri umani?
Non so cosa dire, ma chi deturpa ha tutto il mio disprezzo.


Stefano Mariotti

lunedì 2 febbraio 2015

Fili e Chiodi - Stefano Mariotti

Una pittura dove il pennello non è indispensabile!

 

Stefano dipinge, oppure meglio, inchioda la sua percezione della realtà sulla tela. Raramente usa il pennello. Predilige  il martello, i chiodi , i fili. Copre le tele con fili matematicamente tirati che dialogano con la luce.



Nascita ( part.)  , 40x40, tecnica mista - Stefano Mariotti 2014
  Cerca le ombre, cerca la luce e una volta raggiunta la meta, lascia la tela fare il suo percorso ;  i suoi lavori  continuano a modificarsi secondo il movimento della luce senza che lui faccia più niente. Come i bambini che diventano adulti e vanno via dalla mano del genitore per fare nuove esperienze. La tela cambia secondo l'angolo dello sguardo dell' osservatore e secondo l'angolo della luce; ognuno vede un 'dipinto' diverso, che propabilmente non rivedrà più se non si ripetono l'esate identiche condizioni! Quello che praticamene succede nella nostra vita, dove ogni momento è unico e irripettibile; Inutile cercare di rivedere quello che si è appena visto..inutile cercare di rivivere quello che si appena vissuto...τα παντα ρει

Reghina Papadatou ( Ρεγγίνα Παπαδάτου )

Firenze Urban Lifestyle

Interessante....!!!!

FUL....e Firenze si muove!


L’arte di Noumeda Carbone


STEFANO MARIOTTI - ROSSOCINABRO, ROMA

Scelti per Voi – Galleria RossoCinabro – Roma

pallinoScelti per Voi – RossoCinabro – Roma
dal 23 gennaio al 5 febbraio 2015
L’attività espositiva del 2015 propone il nuovo appuntamento di Scelti per Voi, che è ormai diventato un punto fermo nella programmazione di Galleria.  Dal 23 gennaio al 5 febbraio RossoCinabro presenta una selezione di opere dei seguenti autori contemporanei:



Franco Baldazzi, Rita Balestra, Fulvio Bresciani, Barbara Cappello, Sergio Cioffi, Giovanna Fabretti, Marta Fiorentini, Filippo Guerrieri, Elena Mantovan, Fiorella Manzini, Stefano Mariotti, Adriana Mauceri, Serafina Orgallo, Fabrizio Pesci, Daniela Rebecchi, Tiziana Rufo, Alfio Sacco, Mario Tonino, Monica Valeri







Scelti per Voi

23 gennaio – 5 febbraio 2015
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma
rossocinabro.com 
tel.06 60658125
opening ore 18:00
visitabile da lunedì a venerdì ore 11:00 – 19:00
ingresso libero

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domenica 28 dicembre 2014

Cuore di-vino: un lavoro lungo tre anni

Non è giusto dire che ho fatto questo quadro nel 2011 per due ragioni: la prima perché l'ho dipinto in stretta collaborazione con il mio amico Duccio Cao e la seconda perché ultimamente l'ho rivisto e corretto e, quindi, il risultato finale che oggi vedete non è più, a tutti gli effetti, quello del 2011.
La storia di questo lavoro è molto interessante: avevo aderito al progetto del primo Vin-Art di Fiesole anche perché lo organizzava la Galleria del Teatro Romano ( anch'essa di Fiesole ) che all'epoca mi promuoveva e, naturalmente, il tema dei lavori doveva essere sul vino.
Essendo io un pittore che tende all'informale, lavorare su un tema così specifico mi pareva una forzatura per quello che intendevo ed intendo ancora per arte, quindi chiamai un mio vecchissimo amico restauratore, Duccio Cao appunto, per vedere se mi chiarivo un po' le idee.
In una bellissima serata ad un' enoteca ( luogo adattissimo per quello specifico scopo ) buttammo giù quest'idea e cioè di fondere l'antichissima tecnica di doratura delle tavole di Cennino Cennini ( XV secolo ) con un'idea più moderna di pittura, ma, sopratutto, di fare detto lavoro insieme.
Il risultato, più che soddisfacente, fu però funestato da diversi piccoli inconvenienti: la lunghezza del processo di doratura, l'odore nauseabondo delle colle naturali e, per ultimo, il peggiore di tutti, l'imbarcamento della tavola. Quando alla fine di un lavoro come questo una tavola si imbarca ci resti veramente di stucco... ma come avevamo calcolato tutto tranne l'effetto delle colle umide sul legno.
Insomma qualcosa lo avevamo sbagliato, quindi ci restava un'unica soluzione: sentire un bravo corniciaio e pregarlo di fare il lavoro in tempo da record, anche perché mancano solo due giorni alla mostra. Il corniciaio ci risolse il problema con una cornice che al tempo stesso rimetteva la tavola in asse e così potemmo partecipare alla mostra.

Questo successe nel 2011, poi il quadro ritornò nel mio studio e lì rimase fino a pochi giorni fa, quando, riguardandolo per l'ennesima volta, decisi di cambiarlo radicalmente.

Siccome non esistono foto del lavoro del 2011, cercate di immaginare l'opera invasa da fili multicolore che affogavano la tavola di troppe cromie e la cornice salvifica di color nero.

Quello che a me non tornava era che una tavola dorata con una tecnica così antica non fosse visibile per troppa ricchezza di materia... insomma dovevo semplificare il quadro.

Così questo è l'ultimo risultato: la tavola si vede, i fili che definiscono il carattere cinetico del mio lavoro spariscono perché delle stesso colore del fondo, ma se colpiti dalla luce creano ugualmente le ombre e la cornice, ora dorata a pennello, si fonde con il quadro e non lo contrasta più.

In ultimo ringrazio la mia signora Reghina che mi ha suggerito di renderlo tutto d'oro.

Che dire di più... se non era per Duccio e Reghina questo lavoro non sarebbe mai nato.

lunedì 1 dicembre 2014



Ognuno di noi ha un colore personale e quando la nostra psiche si veste di una particolare cromia trova un completamento inaspettato.
Nel suo “Tempio dell’arte” Mariotti tenta di solleticare lo spettatore, proponendogli un viaggio che va oltre al dipinto stesso.
Con l’uso del monocromo o di due sole cromie, esalta questo gioco fra ciò che si vede e la nostra psicologia, ma c’è di più perché i fili che completano le otto tele del suo lavoro o celano alla vista la stessa superficie dipinta, creandone una nuova sopra, oppure la completano con una fittissima rete di ombre di riporto che si inseguono l’un con l’altra.
Le quattro tele più piccole, titolate “Accessi”, sono quasi soffocate dal cotone intrecciato che lo stesso autore chiama “Tessitura”, ma dal foro privo di fili nasce come una galassia in formazione.
I lavori più grandi invece rappresentano i quattro elementi della natura e cioè l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra, però con una particolarità, perché non avendo nessun titolo scritto, lasciano libero lo spettatore di scegliere il suo elemento e di accostarlo alla sua cromia simbolo.
Il viaggio che Mariotti ci vuole far compiere è così tanto a ritroso nel tempo che la stessa realtà è in formazione.
È una porta ideale che una volta aperta ci fa scrutare dentro noi stessi per scoprire il valore che diamo al semplice concetto di Natura, che per lo stesso autore è l’unico vero  “Tempio”  da venerare e onorare.
L’opera di Mariotti è quindi un ideale confine in bilico fra psicologia e spiritualità, un vero e proprio tempio e quindi anche un “Tempio dell’arte”. 


sabato 29 novembre 2014

Asta di Beneficenza pro IHP

... è stato un onore donare un mio lavoro all'associazione IHP perchè amo profondamente sia la Natura ( che considero l'unico vero tempio che debba essere onorato con tutte le sue forze ) che gli animali. 

Sono stato poi avvisato che il 15 novembre, al Porcellino Art Gallery, faranno un'altra mostra con i lavori invenduti dalla precedente asta di beneficenza. Ecco, sarò sincero, quello che spero è che il mio quadro non ci sia più e che se lo goda un qualche collezionista in casa sua ma, ad esser sinceri, amerei rivederlo ancora una volta... per ora mi accontento di questo video che è molto bello e che mi ha reso un gran bel servizio... grazie di cuore

http://www.trypode.net/horse-utopia/

mercoledì 12 novembre 2014

Stefano Mariotti, attraverso le sue tessiture colorate, si insinua con energia cercando di toccare nel profondo la sensibilità del pubblico. E’ intrigante e curioso il suo intreccio di fili che con maestria arriva a dissolversi lungo estese linee di cotone e lana, che magicamente attraverso l’intreccio di colori vibrano sulla tela, riflettendo la loro immagine come in uno specchio, lo specchio dell’io, proprio di ogni osservatore concentrato a proiettarsi nell’opera di Mariotti.

Il tempio dell’arte contemporanea

Ricerca, sperimentazione e tecnica nella produzione del contemporaneo
Più volte ci chiediamo cosa l’arte contemporanea voglia trasmettere, cosa gli artisti con le loro opere desiderano comunicare al mondo; e’ facile soffermarsi davanti ad un’opera d’arte, provare ammirazione o rimanere totalmente indifferenti o addirittura stupefatti; talvolta risulta difficile capirne il messaggio profondo che spesso si cela dietro la tecnica, alle volte semplice, povera, alle volte ricchissima, curata, colorata.

Installazione pittorica ' Il tempio dell' Arte ' di Stefano Mariotti (part.)
 Il tempio nel quale confluiscono tutte le arti, nella mostra del Salone del Restauro l’arte contemporanea, come gesto e stile, racchiude in sé un percorso vivente di lavori realizzati nel corso della storia; tutto prende forma e corpo, modellandosi e apparendo secondo la sua natura o secondo l’impatto emozionale che muove dentro colui che si sofferma ad osservare.

Il tempio dell’arte dove si concentrano i ricordi, i gesti, gli esperimenti che hanno segnato e sottolineano il tempo, lasciando integri slogan o messaggi propri della nostra civiltà passata e presente, proiettata nel futuro, fotocopia e riproduzione di un qualcosa che già è stato, che già è memoria. Nel tempio si conservano la laicità e la sacralità della civiltà umana e non solo.

I cavalieri di Paolo Staccioli sono un emblema della nostra archeologia, custodia di segni e simboli: personaggi che da lontano, come in un film fiabesco, varcano i mari ed il tempo, invadendo con imperiosa prepotenza la società contemporanea costretta a lasciare spazio a cavalieri statuari che nelle loro ‘vesti di bronzo’ si muovono silenziosamente, lasciando stupefatto l’osservatore.
IV Salone dell' arte e del restauro

Anche Fiorella Noci rende memoria all’arcano attraverso l’essere vegetale: la vita non è solo umana. Piante, arbusti, frutti riesumati si uniscono in una grande danza che dolcemente dà rigore, raffinatezza e luce agli imponenti totem; totem del passato, attualizzati, che si profilano nello spazio come grandi steli, simbolo autentico della morte della natura e di tutti quegli oggetti che l’uomo nel tempo ha usato e messo da parte; oggetti apparentemente inutili, ormai senza vita e corpo, la cui anima lascia un segno visibile e rinnovato nell’opera di Fiorella.
‘Ogni cosa è transitoria anche se rimane memoria’, e Ignazio Fresu lo ricorda in maniera impeccabile nelle sue monumentali installazioni, dove la bellezza dell’effimero cerca di ingannare il tempo. Il passato viene ricostruito e restaurato, torna a nuova vita con il suo aspetto di vissuto, usato, svestendosi dei colori della cenere e del buio e ricoprendosi di luce bianca e smalto laccato, quasi a voler identificarsi con un nuovo ruolo ed una nuova anima più contemporanea; l’osservatore è stimolato ad immaginarsi la scena del ‘passato perfetto’ , imbattendosi nel presente segnato dal tempo, ricostruito e coperto di un ‘nuovo vestito’.

Stefano Mariotti, attraverso le sue tessiture colorate, si insinua con energia cercando di toccare nel profondo la sensibilità del pubblico. E’ intrigante e curioso il suo intreccio di fili che con maestria arriva a dissolversi lungo estese linee di cotone e lana, che magicamente attraverso l’intreccio di colori vibrano sulla tela, riflettendo la loro immagine come in uno specchio, lo specchio dell’io, proprio di ogni osservatore concentrato a proiettarsi nell’opera di Mariotti.

Nella semplicità e nella consapevolezza della perdita della bellezza del passato, che grazie al restauro torna viva, si concentra il lavoro di Luca Federici e Giovanna Sparapani, nelle cui opere l’imprevedibile fenomeno del terremoto, con una istantanea azione, abbatte il tempo e la riflessione, portandosi via la nostra storia. Apparentemente cosa rimane? Il ricordo, l’immagine talvolta compassata che chiede aiuto, poi arricchita, messa a nudo e valorizzata dall’artista fotografo. I colori rispecchiano il dramma: il nero, il grigio, l’argento vengono avvolti da una luce bianca, oro, e dai colori: le immagini di Federici e Sparapani prendono corpo attraverso l’utilizzo di carta pregiata e di squarci coloristici che rimangono inerti nella fotografia, ma hanno la capacità di travolgere e far immergere nei pensieri più sconfinati.

Certi che l’arcano del passato è presente e si cela dietro ogni opera d’arte, lasciando vicino a sé la fuliggine della storia che può ricomporsi solo grazie al lavoro dell’artista, maestro del rinnovamento e della bellezza che spesso risorge, possiamo decidere di immergerci nel vortice delle emozioni: sensazioni fluttuanti che destano curiosità.

Francesca Roberti