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mercoledì 19 agosto 2015

No Face Portraits Project


What do you expect from a portrait ?  To understand the person, the soul , the sensibility , the capacity to create! 



Mariotti , when it comes to a portraits, thinks of hands ! You touch in order to understand , you touch in order to love, you touch in order to model , to create , so for him the sensibility and the character of the individuals is hidden in the form of their hands.


Autoritratto psicopatico
 2015  Stefano Mariotti 


In the oriental disciplines , such as Yoga, Reiki etc, the hands are in intimate connection with the heart , so they express it’s needs and feelings  and in that sense they reveal the the most profound part of a human being, not yet modeled by the intellect and society’s rules.
                       




No face portraits project - Stefano Mariotti 2015










His future project ' No Face Portraits' is based on asking ,those who are interested to participate, a sketch of their hand and use it as a base in order to paint their portrait !

Sound very interesting and stimulating ! Can’t  wait to see the results!

If you wish to participate to this project, contact Stefano on his facebook page   or sent him an email to : smariottiart@gmail.com.
He will be glad to receive your sketch but also questions or any comment you wish to make!


R.P.

mercoledì 13 maggio 2015

NATURAGONIA - Stefano Mariotti 2015. Io vorrei che gli occhi delle generazioni future potessero vedere la meraviglia che hanno visto i miei…

È con un certo orgoglio che vi presento la mia ultima fatica, perché disegnare un foglio di queste dimensioni ( 72cm x 102 cm ) con due pennarelli a punta fine e un pennino rosso della ditta Moltov è sicuramente sia una sfida che una fatica.Questo lavoro, dal titolo apocalittico “Naturagonia”, è il primo di un’ideale serie che unisce le “Scena del crimine” con gli “Antipop” ed è per questo che nei giorni passati ho riproposto sulla mia pagina Facebook quasi tutti i lavori che compongono le due serie e anche questa, come le altre due, sarà di condanna.


NATURAGONIA - 72cm x 102cm pennarello su carta
Nelle “Scena del crimine” ho trattato e descritto la morte sia come un atto violento sull ’essere umano, che sulla natura. Spero che i miei “morti ammazzati” , descritti come una vera e propria scena del crimine da film, facciano riflettere sul significato della violenza che ormai, grazie ai media, entra nelle nostre case quotidianamente, rendendoci tutti anestetizzati, mentre i grossi alberi, lavorati con pigmenti monocromi e sabbie mescolate, che sono privi di foglie e con le radici staccate dal tronco, ci suggeriscono un altro dilemma: che vogliamo fare della Natura? 
Io vorrei che gli occhi delle generazioni future potessero vedere la meraviglia che hanno visto i miei… e anche che quasi tutti, o meglio tutti, la pensassero come me su quest’argomento e lavorassero per lasciare al nostro futuro ( i bambini ) una Terra giusta, meravigliosa e unica.
È per questa ragione che io dipingo anche lavori che nulla hanno a che vedere con l’estetica, ma che vorrei fossero di forte impatto psicologico.
Talvolta, quando riguardo la mie “Scena del crimine”, mi vengono in mente quelle foto di Hiroshima e Nagasaki, dopo lo scoppio delle due bombe nucleari, con le ombre dei morti vaporizzati sui muri e allora capisco che devo continuare a dipingere questi alberi/concetto che sembrano più freddi se paragonati alle mie tessiture, ma che io reputo più importanti, anche al quadro più sognate di tutta la mia produzione artistica.


Stefano Mariotti lavorando sul Naturagonia , nella sua casa a Firenze

Con gli Antipop invece ho voluto descrivere la nostra società: una società omologata. Chine nere ricche di materia e tempera ci presentano una folla umana che va verso un punto all’infinito ( dove in realtà non c’è niente ), fantasmi bianchi uno sopra l’altro raggiungono un futuro spersonalizzato e spersonalizzante, perdendosi in assolute acque nere.
Ecco quindi che l’evoluzione del mio pensiero artistico mi ha portato a Naturagonia che è soltanto il primo perché altri ne realizzerò in futuro…  Stefano Mariotti

martedì 3 marzo 2015

"Da Michelangelo ad Antonio Berti , Percorsi Incrociati" 20 Marzo - 4 Aprile 2015

Presentazione‭ ‬critica‭ ‬dell‭’‬ istallazione‭ ‬di Stefano Mariotti intitolata:‭  ‬Sulla Spiritualità, nell' ambito della mostra       ' Da Michelangelo ad Antonio Berti , Percorsi Incrociati '
presso l' Associazione  Antonio Berti , Via Bernini 57, Sesto Fiorentino, 
a cura di Francesca Roberti.

Difficile,‭ ‬addirittura impossibile,‭ ‬rapportarsi in termini contemporanei‭ ‬all‭’‬opera di‭ ‬Antonio Berti figuriamoci a quella‭ di ‬Michelangelo Buonarroti.‭

L‭’‬istallazione di Stefano Mariotti‭ ‬non vuole‭ ‬perciò‭ ‬omaggiare l‭’‬arte di questi due grandi maestri‭ ‬passati‭ ‬ma analizzare,‭ ‬attraverso la mutazione del bianco verso il nero e viceversa,‭ ‬quel sentimento di‭ ‬spiritualità che ha mosso sia il pensiero artistico di Michelangelo che‭ ‬quello‭ ‬di Berti.

'Sulla Spiritualità' Stefano Mariotti, Installazione '15
Le cinque tele che ci sono presentate‭ ( ‬tre‭ ‬80x80‭ ‬e due‭ ‬100x120‭ ‬),‭ ‬intendono accompagnare lo spettatore in viaggio all‭’‬interno del nostro stesso‭ ‬“io‭”‬ più profondo,‭ ‬facendolo perdere dentro monocromi e bicromi solo apparentemente cinetici dove il bianco si presenta ora nella sua purezza più evidente fino a declinare nel nero materico più assoluto.

Con le sue‭ ‬“tessiture‭”‬ dialoga con la materia‭ ‬sia essa terra che fili di cotone,‭ ‬come uno scultore con il marmo e il bronzo,‭ ‬rimanendo‭ ‬però‭ ‬sempre e comunque un convinto pittore contemporaneo.

La spiritualità di Mariotti è profondamente laica,‭ ‬quella di Michelangelo e di Berti fortemente cattolica,‭ ‬ma con questa istallazione si perdono i confini fra ciò che è‭ ‬libero nel pensiero e un‭’‬idea più austera della religiosità.

sabato 21 febbraio 2015

Chi deturpa ha tutto il mio disprezzo

fotografia della Barcaccia del Bernini prima dello scempio
Sono abituato a camminare e ad osservare. Vivo a Firenze e cammino ed osservo la mia città da sempre come fosse la prima volta che la vedo. Se mi trovo in una periferia, guardo, osservo, studio anche la bruttura, l'urbanistica degradata, la posizione della sporcizia, le scritte sui muri.Prima di essere un artista sono un osservatore e le azioni che porto sulla tela sono il frutto di tutto quello che vedo.
  Amo profondamente l'arte e la rispetto ecco perchè ho scelto una fotografia della Barcaccia del Bernini prima dello scempio. Sono deluso da un certo genere umano, da coloro che vivono per dei falsi valori che neanche comprendo.
  Mancanza d'educazione?
  Incapacità d'osservare e di discernere?
  Tessuto sociale che crea "mostri" invece che esseri umani?
Non so cosa dire, ma chi deturpa ha tutto il mio disprezzo.


Stefano Mariotti

lunedì 2 febbraio 2015

STEFANO MARIOTTI - ROSSOCINABRO, ROMA

Scelti per Voi – Galleria RossoCinabro – Roma

pallinoScelti per Voi – RossoCinabro – Roma
dal 23 gennaio al 5 febbraio 2015
L’attività espositiva del 2015 propone il nuovo appuntamento di Scelti per Voi, che è ormai diventato un punto fermo nella programmazione di Galleria.  Dal 23 gennaio al 5 febbraio RossoCinabro presenta una selezione di opere dei seguenti autori contemporanei:



Franco Baldazzi, Rita Balestra, Fulvio Bresciani, Barbara Cappello, Sergio Cioffi, Giovanna Fabretti, Marta Fiorentini, Filippo Guerrieri, Elena Mantovan, Fiorella Manzini, Stefano Mariotti, Adriana Mauceri, Serafina Orgallo, Fabrizio Pesci, Daniela Rebecchi, Tiziana Rufo, Alfio Sacco, Mario Tonino, Monica Valeri







Scelti per Voi

23 gennaio – 5 febbraio 2015
RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma
rossocinabro.com 
tel.06 60658125
opening ore 18:00
visitabile da lunedì a venerdì ore 11:00 – 19:00
ingresso libero

Pubblicato il

domenica 28 dicembre 2014

Cuore di-vino: un lavoro lungo tre anni

Non è giusto dire che ho fatto questo quadro nel 2011 per due ragioni: la prima perché l'ho dipinto in stretta collaborazione con il mio amico Duccio Cao e la seconda perché ultimamente l'ho rivisto e corretto e, quindi, il risultato finale che oggi vedete non è più, a tutti gli effetti, quello del 2011.
La storia di questo lavoro è molto interessante: avevo aderito al progetto del primo Vin-Art di Fiesole anche perché lo organizzava la Galleria del Teatro Romano ( anch'essa di Fiesole ) che all'epoca mi promuoveva e, naturalmente, il tema dei lavori doveva essere sul vino.
Essendo io un pittore che tende all'informale, lavorare su un tema così specifico mi pareva una forzatura per quello che intendevo ed intendo ancora per arte, quindi chiamai un mio vecchissimo amico restauratore, Duccio Cao appunto, per vedere se mi chiarivo un po' le idee.
In una bellissima serata ad un' enoteca ( luogo adattissimo per quello specifico scopo ) buttammo giù quest'idea e cioè di fondere l'antichissima tecnica di doratura delle tavole di Cennino Cennini ( XV secolo ) con un'idea più moderna di pittura, ma, sopratutto, di fare detto lavoro insieme.
Il risultato, più che soddisfacente, fu però funestato da diversi piccoli inconvenienti: la lunghezza del processo di doratura, l'odore nauseabondo delle colle naturali e, per ultimo, il peggiore di tutti, l'imbarcamento della tavola. Quando alla fine di un lavoro come questo una tavola si imbarca ci resti veramente di stucco... ma come avevamo calcolato tutto tranne l'effetto delle colle umide sul legno.
Insomma qualcosa lo avevamo sbagliato, quindi ci restava un'unica soluzione: sentire un bravo corniciaio e pregarlo di fare il lavoro in tempo da record, anche perché mancano solo due giorni alla mostra. Il corniciaio ci risolse il problema con una cornice che al tempo stesso rimetteva la tavola in asse e così potemmo partecipare alla mostra.

Questo successe nel 2011, poi il quadro ritornò nel mio studio e lì rimase fino a pochi giorni fa, quando, riguardandolo per l'ennesima volta, decisi di cambiarlo radicalmente.

Siccome non esistono foto del lavoro del 2011, cercate di immaginare l'opera invasa da fili multicolore che affogavano la tavola di troppe cromie e la cornice salvifica di color nero.

Quello che a me non tornava era che una tavola dorata con una tecnica così antica non fosse visibile per troppa ricchezza di materia... insomma dovevo semplificare il quadro.

Così questo è l'ultimo risultato: la tavola si vede, i fili che definiscono il carattere cinetico del mio lavoro spariscono perché delle stesso colore del fondo, ma se colpiti dalla luce creano ugualmente le ombre e la cornice, ora dorata a pennello, si fonde con il quadro e non lo contrasta più.

In ultimo ringrazio la mia signora Reghina che mi ha suggerito di renderlo tutto d'oro.

Che dire di più... se non era per Duccio e Reghina questo lavoro non sarebbe mai nato.